Il viaggio infinito nel mondo dei libri
Il primo racconto dell’antologia degli Scrittori Sommersi narra lo squarcio di vita di una giovane coppia, desiderosa di creare una famiglia ma impossibilitata dalla mancanza di un lavoro adeguato. Da questo piccolo squarcio riusciamo però ad avere il quadro completo di una situazione che, oggi come oggi, è in Italia più che diffusa.
Luisa e il suo compagno, l’io narrante, ci trascinano nella cucina del loro appartamento, ci permettono di assistere ad una scena che fa parte del loro quotidiano e ci permettono di restare anche nel momento in cui un piccolo e leggerissimo elemento di tristezza scivola nella stanza, trasformando il tutto in qualcosa di più tragico e di più intimo.
La descrizione degli oggetti, dell’ambiente e di Luisa, visti con gli occhi del protagonista e narratore, potrebbe essere paragonata ad una sequenza di inquadrature cinematografiche: prima l’io narrante, poi Luisa, poi la luce di mezzodì che illumina la stanza e ciò da cui è composta.
E poi la fatidica domanda, quella che muove il racconto; quella che ci fa capire che no, nessuna novità.
In un racconto fatto di attese e di pause noi lettori diventiamo spettatori di qualcosa che inizialmente sembra non avere importanza ma che, alla fine, ci coinvolge del tutto.
L’autore del racconto è Jack Anima, che così descrive il suo stile: a volte crudo e oggettivo, svolta su registri passionali e fortemente introspettivi dove trovano ampio respiro le descrizioni di ricordi e di desideri.
Ha uno spazio tutto suo dove è possibile leggere alcune poesie e altre short stories.