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eBook revolution: l’indagine storica

Camilla Cannarsa avatar Mercoledì 16 Gennaio 2008, 12:08 in Interviste di Camilla Cannarsa
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Studiando la storia dell’arte, mi sono resa conto che per avere una conoscenza approfondita di un fenomeno, di un dipinto, di un movimento artistico eccetera, bisogna essere curiosi ed  allargare i propri orizzonti.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che oltre a preparare l’esame sul libro assegnatoci, sarebbe bene andare  a dare una sbirciatina anche a materie che apparentemente con la storia dell’arte non hanno nulla a che vedere.

Un esempio? La sociologia, l’antropologia, l’economia, la storia, la letteratura e via dicendo.

Il mio sogno infatti, sarebbe quello di creare un’ Università che fornisca agli studenti una conoscenza di tutte le materie; l’Università della Conoscenza Globale, per intenderci.

Il Web 2.0 è la realizzazione di parte di questo sogno perché TUTTI possono dare il loro contributo. Wikipedia ne è un esempio lampante.
Comunque.

Interessandomi di eBooks e di scrittori emergenti, ho il dovere di aggiornarmi costantemente su questo argomento per poter a mia volta aggiornare voi lettori.

Ebbene, visto che la mia curiosità è andata, come al solito, oltre le news che quotidianamente pesco dalla rete e dai quotidiani e dai settimanali che spesso e volentieri leggo, ho deciso di svolgere una sorta di piccola indagine che coinvolga studiosi di tutte le materie.

Il primo a cui ho chiesto qualche informazione è Gaspare Armato, un appassionato di storia moderna che mette a disposizione la sua vasta conoscenza sul bellissimo blog da lui gestito.

Gaspare Armato ha anche pubblicato numerosi eBook, tra cui l’ultimo è Passeggiando per la storia.

Gaspare, qual è il rapporto tra l’uomo e l’abitudine? Perché si  ha così tanta paura del cambiamento, delle rivoluzioni?

La vita sta all’uomo come il cambiamento sta alla paura. L’uomo, generalmente, è un animale abitudinario,  adoperandosi sempre per le stesse attività quotidiane, routinarie. Per lui è difficile cambiare strada, rinnovarsi pacificamente, e la storia ce lo dimostra. Rompere col passato è stato sempre traumatico, è stato sempre violento e duro. Le rivoluzioni - e ciò che ci viene subito in mente è la famosa Rivoluzione francese , il protestantesimo, la Riforma, la controriforma - sono state alla base di trasformazioni che hanno condotto a una nuova visione della vita, della realtà, a un nuovo ordine sociale, politico. Normalmente vi sono stati periodi storici di calma, mentre altri che hanno indotto a riflettere che era l’ora di trasformarsi, anche violentemente.

Il cambio, insomma, ha fatto e fa sempre paura, il nuovo dà panico, modificare uno status quo è sempre scioccante, però, alla fine, è una realtà oggettiva insita nella vita, è progresso, è sviluppo, evoluzione.

Cosa pensi dell’eBook e di questa rivoluzione in atto? E perché c’è tanta ostilità al riguardo?

Parlando degli ebook, questa nuova forma di leggere, di vendere un libro, un giorno, a mio avviso, sarà il futuro. Ricordiamo i geroglifici, che erano la primitiva forma di comunicazione,  poi ricordiamo i vecchi libri manoscritti e gli amanuensi che destinavano ore e ore della loro vita a riprodurre pregiate opere, poi ancora ricordiamo l’avvento della stampa nel XV secolo, sempre, sempre il nuovo veniva rifiutato e criticato. Tutto ciò per dire che i passaggi dall’uno all’altro periodo, oltre ad avvenire in lunghi intervalli di tempo, sono sempre stati traumatici, problematici, critici.

Medesima cosa avviene oggi con internet. La stampa sta cambiando, la gente comune può pubblicare una sua opera con pochi click, senza censura e senza dover aspettare i classici tempi di produzione e distribuzione. Tuttavia, le persone non accettano tale cambio, in quanto legati alle tradizioni, al libro fisico, alla materia che si tocca. In ogni caso, col tempo, i libri verranno presentati tramite il web, saranno disponibili immediatamente e visibili in Italia, in Russia, in India, in Cile, insomma in tutto il mondo, la cultura sarà ancor più disponibile alla grande massa.

E speriamo davvero che sia così.
Grazie Gaspare. 

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