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Il racconto del venerdì: il piccolo bastardo di Arsenio Bravuomo

Camilla Cannarsa avatar Venerdì 4 Aprile 2008, 10:58 in Il racconto del venerdì di Camilla Cannarsa

Volete vedere il vostro racconto pubblicato qui, in questo spazio, e venire giudicati stroncati assaliti e torturati dai nostri cattivissimi lettori?
Inviatelo a camillacannarsa@blogosfere.it

Nel frattempo, potreste leggere il racconto di Arsenio Bravuomo:

 

piccolo bastardo racconta #1

 

io ho nove anni.

io faccio la quarta elementare, anche se dovrei dire frequento, no’

faccio.

oggi il ventitre settembre, a torino.

mia mamma dice che dovrei fare la terza elementare.

frequentare mamma, si dice frequentare.

dice anche che è la donna più bella del mondo.

dice tante cose, la mia mamma.

la mia mamma dice che sono un bambino molto cattivo, a volte. che

però sono anche buono. io questa cosa del bambino buono, bambino

cattivo mica la capisco. magari se fossi in terza la capirei, ma io sono

in quarta. elementare. a chi mi chiede, dico che son un bambino

medio.

il mio migliore amico di banco e compagno si chiama giachetti. lui

invece dovrebbe fare la quinta, ma è stato bocciato da un maestro

che s’era fissato di bocciarlo. diceva: io, quest’anno, giachetti lo

boccio. si sentivano anche le virgole quando diceva, io, virgola,

quest’anno, virgola, giachetti lo boccio. giachetti lo boccio lo diceva

invece senza virgole in mezzo.

la mia maestra dice che le virgole, è importante dove si mettono.

 

il mio migliore amico si chiama giachetti e ha una sorella gemella,

che si chiama giachetti anche lei. non mi piace sua sorella perchè è

una femmina. le femmine sono sporche e puzzano. poi hanno le

mutandine, mentre noi maschi abbiamo le mutande. chissà perché.

 

la mia maestra si chiama barbara.

io amo la mia maestra, anche se è una femmina.

la mia maestra ama me.


mi piaceva anche un’altra maestra, che però mi piaceva di più perchè

in realtà era un maestro. un maschio, uno di noi, uno con le

mutande, mica le mutandine. si chiamava matteo. è stato un maestro

supplente che è venuto nella mia classe quando la mia maestra

barbara è rimasta incinta e aveva il pancione.

il maestro matteo mi piaceva perchè ci insegnava la matematica

profonda. nessuna altra maestra mi ha mai insegnato la matematica

profonda. mica le frazioni. le frazioni solo la sorella di giachetti non

le sa fare. no, io parlo d’altro, di teoremi. e soprattutto della

geometria, dove si dice che il punto non ha dimensioni. davvero,

niente dimensioni e siccome non ha dimensioni, non si può

disegnare. lo faccio con la punta della penna stilo. no. neanche il

punto più piccoletto del mondo fatto con la penna stilo più sottile

che ho è un vero punto. ho provato a chiedere, ma matteo mi ha

detto che no, nemmeno con la matita, nemmeno se cerco di

cancellare il contorno con la gomma. mi ha detto che invece di

provare a disegnare il punto senza dimensioni devo pensare a questa

cosa, che il punto non ha dimensioni, in un altro modo.

mi ha detto che è una definizione. che si deve prendere per buona.

non è una cosa che ci devi credere, tipo gesù che sanguina nella

messa, no. però mi ha detto che è una cosa che se dici che è giusta

poi tutta una serie di altre cose sono giuste. se dici che non è giusta

allora alcune cose sono giuste e altre no. insomma alla fine mi ha

sorriso e mi ha detto: pensaci.

nessuno mi aveva mai detto pensaci.

 

in ogni caso con il maestro matteo, che portava sempre i jeans, non

potevo fare quello che facevo con la maestra barbara, tipo provare ad

alzarle la gonna, per sapere se le femmine grandi hanno sempre le

mutandine o passano alle mutande come noi maschi.

 

giachetti è mio amico perchè ci scambiamo le figu e ci diciamo i

segreti e abbiamo un diario, sempre segreto, nel quale scriviamo

anche i nostri segreti e anche alcuni segreti che non ci diciamo a

voce. di persona. segreti segretissimi.

 

per esempio c’è un segreto che non ho detto a giachetti, che è questo:

no, non ve lo dico perché adesso son stufo e vado a giocare a figu.

 

giachetti ieri mi ha vinto lo scudetto della juve, quello argentato, così

oggi devo cercare di barattarglielo con dieci figu che gli mancano,

tanto lo scudetto ce l’ha doppio. poi io lo scambio con sua sorella per

venti figu, tanto lei non solo è della juve, ma essendo una femmina è

pure parecchio stupida.

finisco e vi dico che la mia maestra puzza sì, essendo femmina, ma in

una maniera diversa dalle altre femmine della mia classe, in una

maniera, però, che non vi so dire.

 

la prossima volta vi racconto di quella volta che io e giachetti siamo

andati al campo a giocare a calcio con il pallone nostro e ci hanno

picchiati.

forse.

per adesso, ciao.

 

34
34 commenti
34
19 Apr 2008
alle 00:13

Camilla

Calma ragazzi...la sola tornerà!!!

E sono io, la vera Camilla, a scrivere; adesso cancello i post della falsa Camilla ;)

33
07 Apr 2008
alle 20:56

arsenio

scusate se commento solo ora ma son stato fuori per un po'.

@chiara (commento 9): le lettere minuscole e tutto il resto son fatti apposta sì. forse però mi vuoi dire che ventitrè si deve mettere l'accento? quello allora è un errore. l'uso dell'apotrofo in maniera esagerata invece fa parte del mio modo di scrivere, soprattutto le poesie.

@lorenza (11) e altri: mi sembra chiaro che un bambino di nove anni non scrive così (magari!). il gioco è proprio su quello: la ricerca di uno stile. più qualche mio ricordo d'infanzia. :O)

@eleonora e tutti: sono molto grato per tutti questi commenti. mi fate venire voglia di aprirli sul mio blog (che invece finora è sempre stato senza)

 

32
06 Apr 2008
alle 18:02

Camilla

@ Venturi: Benvenuto nel (o sul? mai capito...) mio blog.

Non sempre riesco a correggere gli errori per due motivi:

1- non sempre me ne accorgo

2- a volte ho paura di sbagliarmi e di correggere errori voluti...non so se è chiaro.

@ Tutti:  Ragazzi, ragazze, signori, signore: questo blog è stato aperto con l'intenzione di convolgere quanti di voi hanno una minima passione per la scrittura e per la lettura, e sono quindi ben accetti tutti i commenti, le opinioni e le critiche. Gli scrittori in particolar modo sono invitati a fare tesoro di quanto i lettori esprimono.

Purtroppo non tutto può piacere a tutti e da qui la famosa DE GUSTIBUS...

Quello che vi chiedo è di non prendere a male quanto accade su Promesse d'autore e di ricordare che il mondo è bello perché vario: dire che un racconto è brutto in senso assoluto mi sembra a dir poco presuntuoso, così come dire che è bellissimo e basta. OBIETTIVITà, prima di tutto.

Vi dico questo perché io, da studentessa di storia dell'arte e di critica dell'arte contemporanea, mi rendo conto che esistono pareri differenti su TUTTO, ma proprio su tutto.

Il racconto di Arsenio può piacere o non piacere, ma è impossibile non capire che dietro a quelle parole ci sono uno studio e un'attenzione non comuni.

Analizzatelo più a fondo, senza sommervarvi sul fatto che sia stato scritto da un finto bambino; rileggetelo con attenzione, concentratevi su ogni parola e non sputate sentenze.

Prendete un esempio: io, quest’anno, giachetti lo

boccio. si sentivano anche le virgole quando diceva, io, virgola,

quest’anno, virgola, giachetti lo boccio. giachetti lo boccio lo diceva invece senza virgole in mezzo.

La maestra che puzza in un modo in cui il piccolo bastardo non sa spiegare, diverso dalle altre, è davvero carino e sono tante le cose che si potrebbero dire in proposito. 

Io lo trovo sicuramente audace, ma originale e pieno di ingegno. Voi fate un po' come vi pare ;) 

31
06 Apr 2008
alle 10:16

Chiara

Purtroppo Francesco anche io, per lavoro, "ho visto cose che voi umani...". In aggiunta ho visto errori (orrori) fatti da gente che dovrebbe essere "specialista dello scrivere" e viene anche pagata. Questo, purtroppo, mi rende ancora più insofferente.

30
05 Apr 2008
alle 21:54

Adel

@ Carlotta e Venturi : permettetemi l'ardire. Ognuno ha il diritto di esprimere un'opinione, e' vero, ma forse dare voti su pagelle o giudizi un po' cattedratici sulla purezza della grammatica va oltre la nostra competenza di semplici lettori. Il ruolo di Camilla non e' quello di correttrice di bozze ma di offrire visibilita' a chi sta sperimentando o si sta cimentando con l'arte dello scrivere ed e' forse alla ricerca di una propria identita' stilistica. Forse dovremmo concentrarci un po' di piu' sui contenuti ,sulle idee e sulla capacita' di espressione e rappresentazione. Ma, ripeto, come lettori, e sempre nel rispetto di chi ha la voglia e dopotutto il coraggio di mettersi in gioco. Siamo qui, penso, per dare consigli e suggerimenti piu' che per operare una distruzione a tutto tondo.

 

29
05 Apr 2008
alle 20:58

Francesco

No Chiara, non mi riferivo nemmeno a te . Come ho già scritto, tu fai benissimo a mettere in risalto certe imperfezioni degli elaborati, solo che talvolta  mostri un  eccessivo zelo ed una eccessiva acribia, perchè stigmatizzi come gravi errori di grammatica  quelli che magari sono solo meri (e involontari)inciampi bagatellari dello scrivere. Sarà forse che a te non è mai capitato, per lavoro, di esser chiamata a dover  svolgere un'attività "esegetica" su un testo  scritto davvero in un italiano pedestre: a me sì e pure parecchie volte (della serie "ho visto cose che voi umani..."). E ti assicuro che, quando mi capita, se il tutto si potesse risolvere con un paio d'accenti mancanti farei enormi salti di gioia. :-)

28
05 Apr 2008
alle 20:19

Chiara

Lorenza, mi sembra evidente che Francesco si riferisca a me.

Allora Francesco, io non mando nessuno al patibolo per un accento, tranquillo. Il segnalare gli errori grammaticali è un vizio che mi deriva dalla frequentazione di un altro forum, nel quale ci si scanna anche per un banale accento o per una "d" eufonica. Non è un divertimento, credimi.

Ora per sdrammatizzare, che ne dite di formare il Trio dei polemizzatori: Francesco, Lorenza ed io. Mi sembra che ce la caviamo bene... ;-)

27
05 Apr 2008
alle 18:34

Lorenza

Francesco, un pò di sano egocentrismo non guasta mai, no? L'incipit del tuo commento sembrava rispondere a me,ma come ho detto,l'egocentrismo non è una mia carenza. E noto con piacere che, se ti ci metti, anche tu non scherzi...(mi sganascio un pò...)

26
05 Apr 2008
alle 18:23

Francesco

Lorenza, non mi pare che abbiamo divergenze di opinioni sulla faccenda. Io rispondo a chi vorrebbe erigere patiboli per un accento ,  non a te  :-) Se poi vuoi l'esclusiva del contraddittorio con i NoArsenio, non c'è problema :-)

25
05 Apr 2008
alle 18:08

Lorenza

Francesco, è un'impressione o stiamo dicendo le stesse cose? O vogliamo fare polemica tanto per? Basta dirlo, io sono bravissima a polemizzare, se mi ci metto.

24
05 Apr 2008
alle 18:02

Francesco

Qui non si tratta di essere polemici ma di aver presente la giusta dimensione delle cose. A mio parere, una virgola messa tra soggetto e predicato è un errore grave, così come scrivere efficenza in luogo di efficienza (ad esempio); un accento saltato o un apostrofo omesso può essere anche frutto di fretta e distrazione, se il resto del testo è scritto in un italiano corretto (e non è questo il caso del racconto di Arsenio, ma per una sua precisa scelta narrativa)

23
05 Apr 2008
alle 17:41

Venturi

Blog abbastanza frequentato e polemico, dove ognuno dice la sua in un alternarsi di spiegazioni. E' costruttivo per alcuni versi, ma al contrario demoralizzante per altri. Mi chiedo: come mai Camilla non procede a delle correzioni di bozza prima della pubblicazione? Naturalmente mi riferisco ai precedenti racconti che lo meritavano, per quest'ultimo sarebbe stato come riscriverlo nuovamente e sicuramente l'autore non sarebbe stato d'accordo ad un editing così radicale.  

22
05 Apr 2008
alle 16:57

Lorenza

Ho il dubbio che stiamo prendendo la questione della critica in modo deviato. Con rispetto per tutte le opinioni, qui non siamo bacchettatori di alunni che dimenticano un'accento, ma lettori che esprimono un'opinione che possa essere utilizzata come confronto e magari, miglioramento. Puntare il dito verso un'accento sbagliato o verso errori che non compromettono il racconto, mi sembra esagerato. Tanto più che la lingua italiana è piena di eccezioni che FANNO la regola, e di ambiguità, e pretendere la perfezione mi sembra faccia perdere il piacere di confrontarsi. P.S. Credo di avere detto le stesse cose di Francesco...;)

21
05 Apr 2008
alle 16:18

Francesco

Considerare inquietante l'omissione di due accenti è fondamentalismo grammaticale, scusatemi. Chiara è bravissima e fa benissimo a segnalare le mende ortografiche ma ho talvolta l'impressione che esageri sapendo di esagerare :-) Chi scrive un racconto direttamente su un word processor (com'è d'uso oggigiorno) bada essenzialmente a seguire il filo della propria storia e può capitare (non dovrebbe, ma capita) che commetta qualche piccolo errore di distrazione. Se così non fosse, non esisterebbe il mestiere del correttore di bozze...

Ritengo poi scorretto il dedicarsi al gioco "Indovina l'archetipo": sta copiando questo, sta copiando quello. Tutti oggi ci ispiriamo, anche inconsciamente,  a qualche padre nobile quando scriviamo un romanzo o un racconto: l'originalità assoluta in letteratura è ormai ipotesi di scuola

20
05 Apr 2008
alle 15:26

Venturi Venturi

Grazie Carlotta siamo sulla stessa lunghezza d'onda.

19
05 Apr 2008
alle 15:17

Carlotta

Racconto furbo, ma brutto. Scialba imitazione della scrittura infantile, della quale vorrebbe scimmiottare toni e stilemi, ma - a mio modesto avviso - senza riuscirvi neanche lontanamente.

L'esperimento, inoltre, non è nuovo. Lo tentò già negli anni '70 un geniale Mario Marenco - l'architetto cabarettista del clan Arbore -con il tormentone del bambino troppo cresciuto.

Inquietanti anche alcuni "veri" errori, come non ha mancato di rimarcare Chiara, con la consueta acutezza.

Caro Arsenio, un bel cinque in pagella non glielo toglie nessuno...

18
05 Apr 2008
alle 12:44

Adel

Icasticita'..bellissima parola. A volte, troppo spesso in verita', dimentico la varieta' e precisione della lingua italiana. Grazie Francesco per ricordarmela.

Arsenio: se ci sei, batti un colpo. Ci interessa la tua di opinione adesso.

17
05 Apr 2008
alle 01:33

Francesco

Adel ha colto un aspetto fondamentale: la scrittura dei bambini, quando si sforza di rispettare le (giuste, per carità) regole grammaticali imposte loro dagli adulti, perde in icasticità e spontaneità. Quindi, a prescindere dalla querelle se il protagonista è un somarello o un secchione, nel racconto ci viene proposto semplicemente un bambino che descrive in piena libertà stati d'animo e opinioni sul mondo che lo circonda, senza l'assillo della penna rossa della maestra. Un simile personaggio  non sarebbe risultato assolutamente credibile se l'autore si fosse incaponito a fargli rispettare punti, virgole e accenti

16
05 Apr 2008
alle 00:56

Adel

Io concordo con Lorenza. Il racconto e' originale e scritto in uno stile molto particolare. La storia esiste pur non esistendo e questo, secondo me, e' segno di abilita'.  E forse ai fini di una critica/opinione sul racconto in se' non ha tanta importanza se i bambini scrivono effettivamente cosi' o no e se conoscono o meno la punteggiatura e l'uso della maiuscola dopo il punto. Non credo sia comunque una questione di conoscenza, sinceramente. Quando scrivono di getto i bambini tendono a dimenticare le regole di virgole e paragrafi e quando invece si concentrano sullo stile perdono in contenuto. Anche io faccio i miei complimenti ad Arsenio. Anche perche' ho riconosciuto alcune interpretazioni del mondo degli adulti tipicamente "bambinesche". Se ad Arsenio non importa rispondere, mi piacerebbe sapere se e quanto ha attinto dalla quotidianita' e dal linguaggio dei bambini.

 

15
05 Apr 2008
alle 00:55

Eleonora

Da oggi sono ufficialmente una supporter di Arsenio!!!
:)

14
04 Apr 2008
alle 22:15

Chiara

@ Lorenza, anzi, a tutti: Temo che il mio commento precedente possa essere frainteso.

Io concordavo con Matteo sul discorso di cosa può sapere un bambino dell'età del protagonista.

I due errori segnalati, quelli ci sono e li ho evidenziati (sono un po' rompina ;-) ) 

Arsenio ti ripeto, come già avevo scritto nel mio commento precedente, che il racconto mi piace :-)

13
04 Apr 2008
alle 19:12

Annamaria

Perchè forzata, Lorenza? E' quello che facciamo su questo blog! Commentiamo liberamente.

Io ho espresso la mia opinione, anche tu lo fai non risparmiando nessuno! 

12
04 Apr 2008
alle 18:08

Camilla

@ Lorenza: infatti...

11
04 Apr 2008
alle 17:12

Lorenza

Mi sembra una discussione forzata. Il racconto ha uno stile molto personale e forte. Perché chiedersi se rispecchi realmente il modo di scrivere dei bambini? Non è quello lo scopo. Se lo fosse, basterebbe prendere i temi dei bambini delle elementari ("Io speriamo che me la cavo" è solo un esempio...). Complimenti, Arsenio. Delizioso.

10
04 Apr 2008
alle 16:43

Francesco

Scusate, ma che vuol dire? Anche mia figlia fa la quinta elementare e va benissimo in italiano, ma ha dei compagni che scrivono e parlano peggio del protagonista del racconto. E' evidente che l'autore non ha certo preso a modello il primo della classe quando ha pensato al suo personaggio.

Inviterei, poi, tutti coloro che sono così convinti che uno stile tanto sgrammaticato sia estraneo all'usus scribendi dello studente medio italiano, ad andarsi a leggere o a rileggere qualche libro di Paola Mastrocola, docente di lettere nei licei torinesi...

9
04 Apr 2008
alle 15:34

Chiara

Io concordo con Matteo.

Il bambino che scrive (il protaginista) frequenta la quarta elementare. Secondo me a quell'età un bambino sa benissimo che dopo un punto ci vuole la lettera maiuscola e che i nomi propri, come anche i nomi delle città si scrivono maiuscoli.

Altra cosa. Scusa Arsenio se cerco il pelo nell'uovo, ma ci sono un paio di errori che non capisco se sono scritti intenzionalmente oppure no. Spero facciano parte della prima ipotesi:

"no' " e "ventitre" 

Detto questo, l'idea di raccontare gli avvenimenti calandosi nei panni del protagonista bambino mi piace molto.

8
04 Apr 2008
alle 15:11

Matteo

Mia figlia ha dieci anni, e frequenta la quinta elementare. Sicuramente non scrive così, ve lo posso garantire, visto che correggo spesso i suoi riassunti e i suoi compiti d'italiano. Diciamo che questa è una imitazione "adulta" di un bambino. Romanzata, ecco. Uno stile a sè stante.

7
04 Apr 2008
alle 14:41

Francesco

Concordo con Camilla, pur essendo uno che non ha mai amato molto le avanguardie e gli sperimentalismi (con le debite eccezioni). Ragionando in questi termini, dovremmo buttare a mare anche Camilleri, Celine e compagnia bella.

E' rimasto famoso l'aneddoto di un cameriere armeno che, incontrato in un bar il grande scrittore  Queneau, lo ringraziò perchè aveva imparato il francese grazie ai suoi libri, aggiungendo però un "dopo me l'hanno corretto..."  Via...

6
04 Apr 2008
alle 14:10

Camilla

Io credo che uno stile così particolare potrebbe non essere diseducativo ma originale, e ovviamente riservato agi adulti.  Ai bambini sarebbe pressoché incomprensibile e risulterebbe noioso.

Joyce non ha creato una generazione di ignoranti; Bukowski a volte se ne sbatte delle buone regole grammaticali, eppure...

E comunque ribadisco: sarebbero racconti per adulti. Giusto Arsenio? ;) 

 

5
04 Apr 2008
alle 13:50

Annamaria

Se così fosse, lo scritto non ben scritto peggiorerebbe una situazione ancora salvabile: da sempre ci si è acculturati

sui libri di lettura, sono stati il riferimento e lo saranno per tutti.

4
04 Apr 2008
alle 13:35

Francesco

Con il prolasso educativo attualmente in auge nella scuola italiana, ci andrei cauto con certe affermazioni ("i bambini conoscono molto bene la punteggiatura...") :-)

3
04 Apr 2008
alle 13:15

Annamaria

Sicuramente i bambini attuali conoscono molto bene la punteggiatura basilare e l'ortografia, quindi non è un'imitazione della loro cultura. In secondo luogo quei bambini che leggono potrebbero pensare che ciò che i loro insegnanti segnano con la penna rossa non è poi un errore, per cui una serie di questi raccontini sono diseducativi.

2
04 Apr 2008
alle 11:56

Camilla

Sono d'accordo...

1
04 Apr 2008
alle 11:51

Francesco

Davvero carino e originale. Deliziose le imitazioni del linguaggio dei bambini e della loro punteggiatura. All'autor piacendo,potrebbe diventare il primo capitolo di un vero e proprio libro. Complimenti

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