Sempre avanti con Conchita Tironi
Pubblicato da Camilla Cannarsa alle 13:16 in Il racconto del venerdì
Conchita Tironi ha inviato un racconto per far riflettere. Vediamo se funziona ;)
Sempre Avanti
Vado avanti così: freneticamente. Senza avere mai il tempo di fermarmi un po' a riflettere, a ragionare, a leggere. Se l'avessi, il tempo, forse non mi fermerei ugualmente, per paura di trovarmi sola con me stessa.
Lavoro, mangio, dormo, mi sposto continuamente da un luogo all'altro, nel traffico caotico, respirando smog velenoso che distrugge l'atmosfera, sempre in lotta con il tempo che mi sfugge di mano come sabbia fra le dita.
Mostro agli altri un viso che non è il mio, ma una maschera che nasconde la mia vera identità.
Accontento, in tutto e per tutto, i miei figli nati in provetta, per compensare il tempo e le attenzioni che non dedico loro e contribuendo così a formare la società del domani, fatta di smidollati ignoranti e maleducati come molti giovani che circolano oggigiorno per le strade o nelle scuole.
Cerco in altri l'amore vero che non ho trovato tra le mura domestiche, tormentandomi tra rimorsi e rimpianti.
Mi alieno davanti al computer per ore, soggiogata da ricerche infinite, immagini, notizie, curiosità. Chatto con estranei, ma sono incapace di instaurare rapporti interpersonali non virtuali o d'avere amici con cui condividere emozioni, sentimenti, avventure. Forse perché negli altri riesco a vedere solamente il sospetto, la sfiducia, l'ipocrisia.
L'alcool mi consuma, mi annebbia la vista e i sensi dandomi l'impressione di farmi uscire da quel tunnel in cui vivo ed in cui sono entrata di mia spontanea volontà.
Con la droga mi perdo in un falso mondo fatto d'illusioni e d'allucinazioni, anticamere della morte.
Dentro di me alberga, sopita, la violenza, pronta ad esplodere incontrollabile contro chi si azzarda ad intralciarmi la strada; anche nello sport, che dovrebbe essere un momento da vivere in serenità ed amicizia.
In che direzione mi muovo? Dove vado?
Vado decisa verso i miglioramenti tecnologici, verso l'evoluzione della ricerca che spera di salvarmi dalla morte, verso il futuro o, forse, verso l'autodistruzione. Procedo così, senza ripensamenti.
So bene di lasciarmi dietro i valori più importanti, le virtù, l'educazione, la misericordia per il prossimo, l'amore, la pace.
Vedo che si allontanano velocemente: fra poco non li potrò più ritrovare....ma non mi fermo. Qualcuno mi salvi.
Sono l'Umanità.







1. Annamaria, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 18:48
Bella riflessione su questo mondo tecnologico, ma sempre più arido. Che tristezza se veramente tutte le famiglie fossero come quelle descritte da Conchita. Questo è un messaggio chiaro, forte affinchè ci si fermi a pensare. La narrazione scorrevole, rende il tutto molto fruibile.
2. Tironi Manola, Mercoledì 8 Ottobre 2008 ore 13:19
giovani... meditate!
Io ormai sono al tramonto... eppur mi rattrista sapere, vedere, sentire che il futuro sarà arido, senza ... senza Umanità.
Spesso ho riflettuto su ciò, ho cercato una soluzione, un'alternativa, ma la realtà schiaccia ogni mio proposito, ogni idea. E il giovane, ad ogni mio intervento, mi considera "oltrepassata", come si diceva un tempo: "Matusa".
Ma verrà il giorno che tutto questo cambierà, ci sarà una rivolta delle nuove generazioni che capiranno cos'è importante nella vita, che diventare tutti delle Macchine non sarà più di moda, e allora si ripercorreranno i tempi e poi ci si accorgerà che si è perso uno, due secoli della storia del mondo.
Spero che questo accada quanto prima... Peccato che io non ci sarò più.
Un forte abbraccio Conchita
TM2P