INTERVISTA - Oltre 2100 libri venduti in Print on Demand: il caso Davide Vasta
Pubblicato da Eleonora Gandini alle 10:00 in L'intervista

Sì, dico sul serio: quasi 2.200 copie vendute per un libro in Self Publishing! Sembra una leggenda, ma è tutta la verità. E il fortunato e capace autore è Davide Vasta, grafico pubblicitario, insegnante presso l'Accademia di Belle Arti Piero Vannucci di Perugia e l'Università degli Studi, sempre di Perugia, il quale, con Grafici al Bivio, sta spopolando nelle classifiche dei maggiori POD in Italia.
A febbraio 2003 Davide è entrato a far parte di un ristretto gruppo di specialisti, selezionati tra oltre 600 professionisti della grafica e del web in tutta italia, della allora società americana Macromedia (Adobe) ed è uno dei pochi e selezionatissimi Adobe Guru presenti in Italia.
Ho voluto intervistare Davide per fargli qualche domanda in relazione alle sue esperienze nel Self Publishing: ecco cosa mi ha raccontato.
Davide, tu pubblichi tradizionalmente con Sprea, Jackson e Apogeonline. Il tuo livello di professionalità e alto e hai conoscenze nell'editoria tradizionale, ma nonostante ciò hai anche autopubblicato molti testi in POD. Come mai questa decisione?
I motivi sono principalmente tre. Normalmente chi scrive per un editore, è soggetto alle proposte di quest'ultimo. Ci si ritrova quindi spesso a scrivere libri su argomenti che si conoscono, ma verso i quali non si nutre un vivo interesse. È il caso del libro che ho scritto sul tema dell'Internet Banking per Sprea: conoscevo a menadito l'argomento e nel libro si vede, ma se ti devo dire che mi sono anche divertito nello scriverlo... no, quello no. L'autopubblicazione invece ti offre questo vantaggio: sei editore di te stesso, e decidi (nel bene e nel male) cosa vuoi trattare. Per me è una sorta di valvola di scarico, anche se recentemente mi trovo molto bene a lavorare con Apogeo che apprezza spesso anche le mie proposte.
Secondo motivo: i guadagni che si ottengono tramite POD sono diversi da quelli dell'editoria tradizionale. Innanzitutto i compensi vengono saldati spesso. Lulu ad esempio paga gli autori ogni mese. Mentre nell'editoria tradizionale i compensi vengono saldati una volta l'anno, tranne particolari contratti. L'entità del compenso è poi un altro aspetto. Nel POD il prezzo di copertina lo definisce l'autore, e dunque definisce implicitamente anche il suo guadagno, che è molto alto in rapporto all'editoria tradizionale. Anche se i numeri di vendita sono molto più bassi, ci vuole poco (se il libro piace) a guadagnare qualche buon soldino. Nell'editoria tradizionale le percentuali di guadagno per l'autore sono molto basse (oscillano tra 5% e 8%) e quindi per poter guadagnare bisogna scrivere molti libri, e venderne moltissime copie.
Il terzo motivo è del tutto personale. Come tu stessa hai detto nella domanda, lavoro molto con gli editori nazionali, e i miei libri iniziano ad avere una certa notorietà. Ho pensato che spesso ciò che ci fa comprare un libro è la conoscenza dell'autore e la bontà di quel che scrive. Nel mio caso ho un indubbio vantaggio rispetto a chi scrive solo in POD, che deriva appunto dalla mia "notorietà" nell'editoria tradizionale. In pratica molte delle vendite che ottengo in POD, derivano da lettori che hanno già notato o letto miei libri "tradizionali" e dunque trovano conforto nell'acquistare anche quelli che auto-pubblico.
Tra i tuoi libri in POD, Grafici al Bivio è un best seller su diversi siti. Puoi dirci come hai raggiunto questo risultato e quante copie, indicativamente, sei riuscito a vendere?
Il tutto è nato da una riflessione personale. Io stesso ero un utente avanzato di FreeHand, e quando ebbi la certezza che Adobe lo avrebbe dismesso a favore di Illustrator, compresi che moltissimi "freehandisti", come me, si sarebbero trovati a breve in difficoltà. Il libro è quindi arrivato al momento giusto, e ha fatto leva su tutte le inquietudini dei vecchi utenti di FreeHand, che sentivano il terreno scomparire sotto i loro piedi...
Mettiamoci poi una campagna di web-marketing di incredibile risonanza, ed ecco che il mix esplosivo si era creato...
Il libro ha avuto un picco di vendite iniziale per poi assestarsi per diversi mesi, fino a quando è uscita la nuova versione di Illustrator, la CS4. Poiché il libro era stato scritto espressamente per la versione CS3, da un certo punto in poi, le vendite sono calate... ad ogni modo, Grafici al bivio, credo davvero sia stato un best-seller nel genere POD, perchè complessivamente le vendite effettuate in download e cartaceo su Lulu e Boopen, ammontano ad oggi a 2187!
Pensi che questi nuovi servizi (POD e Selfpublishing) siano utili solo per manuali e tutorial come quelli che scrivi solitamente, o ritieni che le applicazioni possano essere altre? Ad esempio, nel tuo settore professionale, ritieni che le aziende potrebbero applicare il POD a qualche progetto particolare?
Credo che indubbiamente i risultati più evidenti in termini di numeri si ottengono con libri e manuali, scritti con il preciso intento di risolvere un qualche tipo di problema al lettore. Dubito fortemente che se avessi scritto un romanzo, questo avrebbe ottenuto risultati simili ad altri miei libri... anche se un romanzo nel cassetto ce l'ho :-) Ciò detto, penso comunque che l'autopubblicazione sia in grado di offrire enormi opportunità, a chi sa coglierle...
Per quanto riguarda le aziende credo che ci siano diversi modi per sfruttarlo. Io stesso sto collaborando con Nikon Italia, alla stesura di una serie di articoli tecnici , che poi confluiranno in un libro in vendita su Lulu.
Tu sei un esperto in progettazione grafica; mi è capitato spesso di vedere libri poco curati dal punto di vista grafico, sia nella copertina che nell'impaginazione e grafica interna. Si dice spesso di non giudicare un libro dalla copertina, ma a mio avviso, invece, è una parte molto importante nel processo decisionale di acquisto di un libro, soprattutto su Internet. Cosa ne pensi e che consigli potresti dare ad un autore in procinto di pubblicare online un proprio testo?
Tutto siamo sensibili agli stimoli esterni che riceviamo. Un colore arancione comunica energia, un grigio comunica cupezza. Basta questo per comprendere quanto la grafica e l'impaginazione siano importantissime nel trasmettere un'idea, una sensazione, al lettore. Purtroppo qui si vede la differenza tra l'editoria tradizionale e il POD. Gli editori sanno bene che ruolo giocano le copertine, e prima di arrivare a definirle passano attraverso vari tipi di analisi e indagini. Nulla è lasciato al caso, o al semplice gusto del grafico. Nel POD bisogna fare tutto da soli, e se è vero che si ha in mente un libro stupefacente, ci vuole ben poco a distruggerlo con un'impaginazione inesistente, refusi in ogni dove, e copertine insipide.
Avere delle competenze di grafica e impaginazione fa una bella differenza, e se non le si ha, è meglio incaricare qualcuno che sappia come gestire l'aspetto grafico di un libro. Bisogna però anche ricordare che la fase di redazione-revisione è fondamentale. Io stesso rimango affascinato da come talvolta, alcuni miei costrutti verbali e frasi vengono rielaborati da chi si occupa dell'editing, con lo scopo di rendere più fluida la lettura. Una delle persone più brave in questo, che in tutti i miei libri per editori nazionali si è sempre occupato della redazione e della revisione è Massimiliano Bigatti.
Hai ottenuto qualche contatto da editori tradizionali per i libri che hai autopubblicato?
No. In genere gli editori tradizionali non guardano con molto interesse al POD, dubito proprio che gli diano un qualche valore. Ho però ricevuto le attenzioni di alcuni autori "tradizionali", grazie al progetto "Pillolibri". Si tratta di una collana che ho creato da circa un anno, in cui sia io, sia altri autori, scriviamo librettini brevi e molto pratici, a costi bassissimi. Il successo che hanno avuto i primi Pillolibri, mi ha convinto a creare un sito ad-hoc, che si chiama appunto www.pillolibri.it e i risultati che sto ottenendo sono davvero stupefacenti. Lo slogan "Leggere ti fa venire il mal di testa? Prova i Pillolibri", ideato da Fiorella de Nicola, una mia amica blogger, sta richiamando moltissimi lettori!
Cosa pensi che manchi ai POD italiani per soddisfare appieno le esigenze di voi autori?
Guarda, colgo questa occasione d'oro per dirti una cosa che proprio non funziona, e che se modificata, farebbe aumentare le vendite di tutti gli autori!
Tutti i POD vivono con una doppia anima: da un lato cercano di vendere le opere degli autori, dall'altro cercano di ottenere sempre più autori. Per far ciò, hanno siti web in cui questi due aspetti sono completamente mischiati. Con quest'approccio però chi compra un libro, convinto di trovarsi di fronte ad un Bookstore, scopre presto che egli stesso potrebbe facilmente diventare autore. Questo pensiero può condurre a credere che i libri non siano tutto sommato così interessanti come si credeva, perchè ognuno può "tecnicamente" scriverli.
Tenere separate le due cose aiuterebbe moltissimo. Immaginiamo Lulu ad esempio: se vendita e scrittura fossero tenuti su due siti separati, chi compra avrebbe davvero la sensazione di trovarsi di fronte ad un bookstore come IBS, BOL, LaFeltrinelli, solo per citarne alcuni. E chi deve solo scrivere un libro, potrebbe lavorare in una web-application meno dispersiva, focalizzata sull'unico scopo della pubblicazione.
Aggiungo a questi un ultimo aspetto pratico, che purtroppo devo rilevare ogni giorno. Chi decide di acquistare un Ebook da 3 euro, si aspetta che la fase di acquisto sia veloce e indolore. Purtroppo non è così... statistiche alla mano, se 20 persone fanno clic sul pulsante "Acquista" su uno dei miei libri, solo il 30/40% di questi completa l'operazione. Il motivo è semplice: proprio perchè sistemi come Lulu, cercano di trasformare ogni acquirente in un nuovo autore, i dati richiesti in fase di acquisto coincidono con una registrazione vera e propria al portale. Un po' troppo per portarsi via un libretto da 3 euro... e un bel peccato dover perdere così tanti acquirenti.
Ringrazio Davide per la disponibilità e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti!
Tag: adobe, bol, boopen, davide vasta, editoria, editoria digitale, freehand, grafica, ibs, illustrator, intervista, Lulu.com







1. Jonathan, Sabato 17 Ottobre 2009 ore 20:39
Grazie a Eleonora Gandini per l'intervista a Davide Vasta. L'ho letta tutta d'un fiato!
2. Eleonora Gandini, Domenica 18 Ottobre 2009 ore 19:15
Sono felice ti sia piaciuta l'intervista! Colgo l'occasione per ringraziare Davide per la disponibilità :)
3. Davide Vasta, Lunedì 19 Ottobre 2009 ore 11:41
Grazie a te Eleonora... spero solo di non essermi dilungato troppo :-)
4. Matteo, Mercoledì 21 Ottobre 2009 ore 09:40
molto interessante, e' sicuramente un nuovo mercato e sopratutto il nuovo mezzo per tutti gli autori per farsi conoscere. !
5. Davide Vasta, Mercoledì 21 Ottobre 2009 ore 10:51
Si Matteo, in effetti il mercato POD offre molte opportunità, ma bisogna appunto saperle cogliere. È fondamentale "muoversi" in modo ragionato, scegliendo anche gli strumenti più idonei per rendere poi visibili, e interessanti, i testi che si pubblicano.